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Chi ha fatto parte del movimento dei focolari vi è entrato probabilmente mosso da entusiasmo e generosità. È però indubbio il fatto, ampiamente documentato e su cui ci si dovrà interrogare seriamente, che molti, troppi, hanno avuto la propria vita emotiva distrutta. Purtroppo, se analizziamo cosa è accaduto in circa settanta anni, non vediamo splendere particolari frutti; piuttosto sembra che la linfa non scorra più nell’albero. Si tratta quindi di una evidente e clamorosa involuzione? In questo Blog abbiamo provato a documentare questo processo, abbiamo raccontato la nostra esperienza in merito e proposto delle riflessioni necessarie. Inoltre abbiamo cercato di capire di chi sia la responsabilità e da cosa e chi abbia avuto origine. Certamente Chiara Lubich ha giocato un ruolo importante ma il cerchio magico delle sue prime compagne e compagni ha una responsabilità enorme.
Ultimamente quando si affronta il tema degli abusi nei movimenti carismatici ci si imbatte inevitabilmente nel problema delle derive settarie. Questi movimenti, tra cui quello dei focolari, sono stati approvati dalla Chiesa, ben sfruttati da Giovanni Paolo II, ma ultimamente il vento é cambiato e l'attuale amministrazione si trova a dover correggere, commissariare, ridimensionare o sanzionare. Non si può parlare di sette perché sono appunto approvati dalla chiesa e così si ricorre alla definizione di "derive settarie" che é comunque una simpatica restrizione mentale. Ma tant'è.
Che il movimento dei focolari in relativamente breve tempo sia precipitato in un'involuzione settaria lo dicono comunque i fatti:
- il culto ingombrante della personalità di Chiara Lubich
- la struttura centralizzata e macrocefala
- il linguaggio criptico da adepti
- il bisogno di fare proseliti
- la poca trasparenza
- l'autoreferenzialità
- la necessità, per chi volesse avvicinarsi e conoscere la spiritualità del movimento, di un percorso da iniziati che dura anni ed è scevro della semplicità e della immediatezza del vangelo.
I focolarini infatti che volessero presentare e parlare del loro movimento, a parte l’imbarazzo di dire chi siano e cosa realmente facciano di concreto, segreto meglio custodito di quelli di Fatima, sarebbero impossibilitati ad “arruolare” tra le loro fila chiunque non sia disposto ad una trafila interminabile di incontri, video e discorsi della fondatrice.
La riprova inoltre di questa inesorabile involuzione sono proprio le statistiche, vera ossessione di Chiara Lubich, che rivelano una implosione delle vocazioni in ogni ambito del movimento, soprattutto tra le fila dei giovani e dei consacrati, dove la domanda più impellente è “chi spingerà la carrozzina a chi?”. Fa sorridere che ci fu uno studioso che, in base ai numeri delle statistiche del movimento dei focolari, i famosi "due milioni" di partecipanti, tutti da dimostrare allora come oggi (vedi link), fece dei calcoli e una proiezione statistica in base alla quale riferì alla Lubich quanti anni restavano prima che tutto il mondo sarebbe divenuto "focolarino" e unito dal suo carisma. Chiara ne parlava come di una certezza, un'evidenza tangibile e nessuno pose qualche distinguo e peggio ancora nessuno avanzò dei dubbi sui numeri delle statistiche certamente pompati, risultato dello sforzo di compiacere Chiara e le sue nevrosi, ma decisamente distanti dalla realtà.
Andrea Grillo, teologo cattolico, professore all’Ateneo sant’Anselmo di Roma ha scritto un libro che si intitola «Da museo a giardino. La tradizione della chiesa oltre il “dispositivo di blocco”. Le immagini del titolo sono chiare: il museo è destinato a conservare e proteggere per rappresentare ciò che è stato e non è più. Il giardino ospita invece la vita. Per il primo basta ogni tanto il mantenimento e la pulizia, il secondo richiede interventi costanti di promozione della vita come irrigazione, potatura, semina, ecc... Secondo Grillo la chiesa cattolica avrebbe più che mai bisogno di giardinieri, ma invece, per effetto di quello che l’autore chiama “dispositivo di blocco”, rischia di promuovere solo custodi di un museo.
Non vi sembra di intravedere qualche somiglianza? Non vi pare di conoscere bene questo “dispositivo di blocco” e i solerti “custodi” del museo? È proprio il guado in cui si trova anche il movimento dei focolari. La sfida é quindi mandare finalmente in pensione i "custodi del museo" e trovare nuovi "giardinieri" affinché promuovano nuova vita. È necessario un cambio strutturale e non una cosmesi narrativa, tentazione cui il movimento indulge troppo di frequente.
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Commenti

In riguardo di statistiche.
RispondiEliminaConosco un focolarino che ha dovuto fare un sondaggio per Casa Vita nel 2010 per calcolare quanti focolarini sarebbero rimasti in un futuro. Concluse che verso il 2070 NON ci sarebbero stati più Focolarini con la crescita di allora. Penso che il 2070 sia troppo positivo a questo punto e lo sarà molto prima.
Scusa ma questa volta devo dissentire, siccome ormai vado verso la senilità difendo la mia categoria!!!Nel movimento non si è abdicato nei confronti degli anziani, lo si è fatto nei confronti di gente sclerotica!!!! Ti assicuro di aver visto anche giovani ormai fermi sulle loro posizioni anche se gli provavi il contrario...confermato anche ieri. Alcune persone sono vecchie anche da giovani e persone anziane che davanti all'evidenza si fanno un esame e nel caso cambiano.La gioventù non è una mera questione di anni te lo dice un vecchietto
RispondiEliminaCaro anonimo, figurati sfondi una porta aperta. Nel dire che il movimento dei focolari ha abdicato nei confronti degli "anziani" e a sfavore dei "giovani" diciamo esattamente quello che intendi tu. Non si tratta di un'età anagrafica, piuttosto di una mentalità che come ben sai ha origine in Chiara. È lei che era ossessionata dai "primi tempi" e lo ripeteva ogni due per tre. Ti riportiamo ancora una volta le parole profetiche di M.Z.:
Elimina"La fuga dal movimento dei focolari delle persone che più presentano caratteristiche di creatività, originalità e pensiero divergente di cui, da troppo tempo siamo testimoni, oltre a essere un problema molto serio dal punto di vista istituzionale perché significa l’incapacità a rendersi conto dei talenti e anche del disegno di Dio su tante persone, si rivela un vero autogol perché poi viene completamente a mancare quella tipologia di persone che probabilmente Dio aveva suscitato proprio per il contributo specifico e insostituibile che potevano apportare all’Opera. Non meraviglia, quindi, una certa mediocrità a troppi livelli, proprio per l’assenza di persone portatrici della novità e del cambiamento".
Ecco, é questo lo scandalo e l'autogol che ha commesso quella frazione di dirigenti focolarini e focolarine, incapaci di generare vita, incapaci di essere "giovani", ormai incartapecoriti e sclerotici, girati nel verso sbagliato della storia. Speriamo sia più chiaro ora.