L'occasione d'oro

"Rifiutassimo pure ogni profondità, se cela un monte l’oro né più alcuno vuol cercarlo, lo porta in luce, un giorno il fiume, lo coglie nel silenzio dei gravidi macigni. Anche se non vogliamo: Dio matura." R.M.Rilke*

Highway to hell - il tradimento di chi si fida dei focolarini


Highway to hell

 
La strada per l'Inferno
è lastricata di buone intenzioni rimaste tali.
Ovidio, Metamorfosi



by F.M.

Questa volta vorrei condurvi all’inferno e raggiungerne il punto più profondo, dove viene punito il peccato più grave: il tradimento verso chi si fida. Ci troviamo nel Cocito che, nella mitologia greca, è uno dei cinque fiumi degli inferi. Il nome significa "lamento", "pianto" o "fiume di ghiaccio". Nella Divina Commedia, Dante lo descrive come un enorme lago ghiacciato. Questo riferimento al freddo non é casuale ma serve a sottolineare la differenza con la “carità” rappresentata dal caldo e dalla luce. Non è un particolare da poco, visto che, per chi abbia subito l'abuso del tradimento da parte delle persone di cui più si fidava, è comune sperimentare una morte interiore, un freddo scomposto e inarrestabile, contro cui sovente non c'è nulla da fare.

Quando in una comunità si promuove la fratellanza, la solidarietà, la condivisione, è quasi inevitabile che alcuni aspetti riguardanti la vita privata delle persone che ne fanno parte vengano a conoscenza di tutti. È una condivisione che richiede discrezione e riservatezza, senza le quali si rischiano gravi conseguenze. È quindi indispensabile che chi si occupa dell’accompagnamento spirituale sia pienamente consapevole delle sfide legate al segreto, alla discrezione, al rispetto della vita privata e alla tutela delle persone vulnerabili, pena altrimenti proprio l'abuso della fiducia di chi si fida. Come abbiamo visto, il peggior peccato in assoluto. E aveva quindi ragione Calvino che diceva: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.”

Per mia esperienza diretta il movimento dei focolari, per solo peccato aggiunto di presunzione, imperdonabile quindi, avrebbe davvero tutto da imparare a questo riguardo. In oltre vent’anni da interno, non ho ricevuto nemmeno una volta uno stralcio di formazione in questo senso. Vorrei sperare davvero che col tempo si sia posto rimedio a questa carenza grave. La mia esperienza di 
accompagnamento spirituale è stata, ahimè, un disastro su tutta la linea. Ho avuto a che fare con responsabili che non ne avevano la minima idea (vedi link), non erano stati formati su questo tema e non erano capaci di formare a loro volta le persone cui affidavano un ruolo di responsabilità e la guida di altri. Trasformando sovente le vittime in aguzzini.

Anche in questo caso il problema ha le sue radici in Chiara e nel come lei abbia impostato tutto. Il suo essere madre attorniata dai suoi bambini, è una dinamica che si è poi riprodotta nel comportamento dei responsabili di ogni ordine e grado. Sono costretto ad insistere su questo punto e sottolineare il rapporto madre-bambino che sta alla base della fenomenologia focolarina. La dinamica che intercorre tra una madre e il suo bambino non é quella che dovrebbe essere tra due adulti alla pari, quindi con le stesse responsabilità, una chiara distinzione e nessun tipo di assoggettamento o rapporto tra subalterni. 

Chiara come "madre" ha invece riassunto in sé tutte le forme di accompagnamento spirituale e ha mantenuto sbilanciato il rapporto con i suoi "figli". Ancor più ha peggiorato tutto nel momento in cui si è eretta a tramite del rapporto tra Dio e le anime che sentiva di generare. Poi ha declinato e insegnato questa stortura a tutti quelli che in suo nome, dovendone fare le veci ed essere una “piccola Chiara”, avevano una qualche responsabilità sugli interni del movimento: i capizona, i capifocolari, i responsabili delle unità gen, dei nuclei di volontari, ecc…

In questo rapporto sbilanciato la prima cosa che salta, quando si entra nel sacrario delle persone, è l’importantissimo e necessario discernimento che occorre fare tra foro interno e foro esterno. Reputo questa carenza di distinzione nella prassi focolarina davvero pericolosa, inspiegabile e la radice di tanti mali e storture che col tempo ora chiedono il conto da pagare. Mi chiedo come mai la Chiesa non abbia vigilato avvalorando così un comportamento che va contro la tradizione di secoli di vita consacrata. Possibile che la Chiesa abbia permesso un tale abuso di potere senza intervenire e senza correggere?

La confusione del foro interno e del foro esterno è la porta che spalanca gli abusi di ogni ordine e grado. Il foro esterno riguarda il nostro operato, tutto quello che facciamo nei confronti degli altri e del quale dobbiamo rendere conto essendone responsabili in prima persona. Il foro interno, invece, riguarda la nostra vita privata, quella più intima che si condivide liberamente con un accompagnatore spirituale, a volte con un confessore, ma comunque sotto il sigillo assoluto della riservatezza, e non può essere comunicato a terzi senza il nostro consenso. Non dovrebbe quindi mai accadere che queste dimensioni, interna ed esterna, siano gestite da un’unica persona. Questa distinzione rappresenta una protezione necessaria primordiale contro le manipolazioni e il potere di chicchessia. Perché di questo si tratta: abuso del potere.

La saggezza della Chiesa impone la separazione di queste sfere, per evitare che un'unica persona possa dirigere, influenzare, manipolare e essere al corrente di tutti gli aspetti della vita spirituale delle persone che le sono affidate. Il rispetto della distinzione tra foro interno e foro esterno nasce dall'esperienza secolare della vita delle comunità 
monastiche. È proprio qui si manifesta la presunzione tutta focolarina e della Lubich, che snobbando la tradizione secolare della Chiesa, convinta com’era di dover rinnovare tutto e tutti, pensava di innovare la prassi della vita consacrata e di comunità senza tutti quegli accorgimenti che invece avrebbero dovuto preservarla, custodirla e garantirne un minimo di funzionamento. Gli esiti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti, visto che soprattutto tra le fila dei consacrati c'è stata un'emorragia continua di defezioni e abbandoni. 

Io stesso ho più volte subito questa confusione dei due fori. Quanto credevo fosse stato raccontato nel segreto della confessione e nel segreto professionale, venne abusato e raccontato a terzi, usato contro di me come “materia di scambio” e comunque come mezzo per gestire un potere. So quindi molto bene cosa si provi a sentirsi traditi dalle persone in cui si ripone la fiducia. Racconto un piccolo aneddoto esemplare. Durante il periodo di formazione alla scuola dei focolarini di Loppiano, il nostro responsabile ci incoraggiava a confessarci con un focolarino-sacerdote del centro, che veniva apposta per noi da Rocca di papa. Successe poi che durante un colloquio uno di noi capì che il contenuto delle sue confessioni al focolarino-sacerdote era stato tradito e il responsabile della scuola ne era al corrente. Da quel giorno nessuno di noi volle più confessarsi col focolarino-sacerdote del centro. E venimmo pure sgridati e ammoniti per questo. Oltre il danno la beffa. 

Un’aggravante di questo pressapochismo nella prassi del movimento dei focolari 
nella cura delle anime è un enorme problema di leadership. Mancano le persone in gamba e preparate. Negli anni, bisogna ahimè ammettere, c'è stata una selezione in peggio, forse perché venendo meno i cavalli si è provato a far trottare gli asini, con gli esiti che ben si intuiscono. Nella scuola di formazione era una prassi consolidata affidare i giovani focolarini in formazione a dei focolarini piú esperti ma che erano stati trasferiti a Loppiano proprio per curarsi o riprendersi da un esaurimento nervoso. Cosa mai sarebbe potuto andare storto?

Concludo con un verso tratto dalla canzone degli AC|DC che dà il titolo a questo post: "Hey Satan, payin' my dues, look at me: i'm on the way to the promised land, i'm on the highway to hell." (Hey Satana, ho pagato i miei debiti: guardami! Sono in viaggio verso la terra promessa, lungo l'autostrada che conduce all'inferno)

Mi sono dovuto ricredere con gli anni: ero convinto di dover affrontare gli scalini di una scala che mi avrebbe portato al paradiso e invece mi sono ritrovato molto in fretta a scivolare verso il freddo dell'inferno. Ritorno ancora a Calvino che mi insegna: “Due modi ci sono per non soffrire all'inferno. Il primo riesce facile a molti: accettarlo e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo é rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non é inferno e farlo durare, e dargli spazio. Dedicato a tutti quelli di cui mi sono fidato. Auguri!


Commenti

  1. Buongiorno! Ci sto riflettendo anch’io e capisco che è molto più grave di quello che possiamo arrivare a pensare. Copio e incollo di seguito quello che ho scritto di recente su questo a partire dall’esperienza in una realtà analoga. Nelle realtà ecclesiali di tipo settario, l’abuso della fiducia e la violazione dell’intimità non sono una deriva di un sistema perfettibile, ma un suo elemento costitutivo. Gli adescati vengono sedotti ad aprire la propria coscienza e a denudarsi con gli altri membri deputati a ricevere le più intime confidenze secondo la seguente dinamica. Una volta irretiti nel contesto carismatico, considerato sicuro perché è riconosciuto ufficialmente dalla chiesa e perché è suggellato da numerosi luoghi evangelici, appositamente derubati per servire la causa, l’apertura della propria intimità a chiunque, all’interno dell’organizzazione, diventa un meccanismo abituale voluto e presentato dal fondatore e dai dirigenti come strumento per il percorso vocazionale, condizione del giusto cammino, in grado di fornire una protezione dalle insidie del demonio e di dare la pace e la gioia come ricompensa di Dio. In questo modo, l’adescato crede di agire per il bene, che coincide con l’approvazione del suo percorso da parte dei superiori. In caso contrario si è indotti a prepotenti sensi di colpa per un presunto tradimento della volontà di Dio.
    La finalità di questa violazione sistematica dell’altrui intimità è il controllo delle persone attraverso il controllo delle loro coscienze. Le informazioni vengono trasmesse a chi prende le decisioni in modo che i direttori sappiano tutto di chi è a loro sottoposto, mentre fanno finta di non sapere. Infatti uno dei mantra di questa “formazione/distruzione” è la discrezione ovvero la separazione tra foro interno e foro esterno. Una profonda menzogna.
    Questa “forma mentis” si allarga a tutte le relazioni, anche al di fuori dell’organizzazione, perché la persona è in un certo senso “programmata” così, “rieducata” a questi “valori”. E permane anche, quindi, dopo la fuoriuscita da quel contesto settario, perché è una vera e propria menomazione della sua personalità relazionale: non ci si apre, come di buon senso, quando il rapporto ha raggiunto un grado di amicizia tale da portare alla confidenza, ma come presupposto e condizione della relazione. Ci si spoglia per essere parte del contesto sociale dove ci si trova, e guadagnarsi il rispetto, l’amicizia e il diritto di stare.
    Questo è uno dei tipici danni della perversione che caratterizza queste realtà settarie.
    Non penso che si possa avere un’idea effettiva di quale abuso esso costituisca in sé e per sé e a quale grado di danni e manipolazioni psicologiche, affettive, di potere e spirituali possa portare.
    Questo sistema ha un potere enorme.

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    1. Ti ringrazio di cuore. La tua é un'analisi davvero pertinente e centra in pieno il cuore del problema. In fin dei conti si tratta di un abuso di potere e questo va denunciato, smascherato, svelato e spiegato a chi, non avendone esperienza diretta, fa fatica a decifrarne i meccanismi perversi. Non ho fiducia nella chiesa, che credo si regga appunto sul potere e la sua gestione, ma spero che anche grazie a questi interventi come il tuo si possa prendere sempre più coscienza del male di cui talvolta siamo vittime. Restiamo in contatto. Buona giornata

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  2. "Questa “forma mentis” si allarga a tutte le relazioni, anche al di fuori dell’organizzazione, perché la persona è in un certo senso “programmata” così, “rieducata” a questi “valori”. E permane anche, quindi, dopo la fuoriuscita da quel contesto settario, perché è una vera e propria menomazione della sua personalità relazionale" . Questa frase mi sembra molto importante e mi ha fatto molto riflettere. Devo dire che in effetti dopo l'uscita di focolare una delle imprese piu' ardue e' stato per me ritrovare me stessa ed imparare a rapportarmi con gli altri in un modo semplice ed autentico. Imparare a dire no senza sensi di colpa, ed in un certo senso riacquistare un senso morale del giusto/sbagliato conforme a quello che sentivo veramente dentro. Ricordo che ad un certo punto mi sono chiesta ma com'ero prima? Penso che sia un tema che vada ulteriormente approfondito.

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    1. Grazie Mia di questo tuo feedback. "...una vera e propria menomazione della sua personalità relazionale". Credo sia davvero così e forse solo col tempo ci si rende conto. Um mio amico mi diceva che dopo essersi allontanato dal movimento ha vissuto come una sorta di stress post traumatico e gli ci sono voluti 10 anni per sentirsi definitivamente libero. Io mi auguro solo che la chiesa rifletta su queste problematiche e se necessario intervenga per correggere e ammonire.

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    2. Più che correggere direi denunciare, volete che questi irresponsabili la facciano franca ?

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    3. A questo mondo penso proprio di si.....ma un giorno dovranno fare i conti e proprio con le loro prediche. Quel giorno gli si dirà: ti ricordi quando predicavi bene e razzolavi male, io lo ricordo benissimo e....per favore non tirar fuori la vecchia solfa che ho capito male!!!

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    4. Ho appena letto l'articolo la gogna della verità......Dio mio pensavo di sapere tanto, tante ne ho viste di mio, ma ora sono allibito, non trovo più parole....sono scandalizzato. Ma io mi chiedo: voi chi avete seguito a (tante) parole Gesù oppure tutto quello che serviva al mov.??? No perché c'è una gran bella differenza come ho notato

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  3. Questo e un aspetto del movimento dei Focolari che e uno scandalo travolgente - proprio una strage delle anime. Ed uno scandalo forse piu grave e che il Vaticano sa tanto ma finora ha fatto praticamente niente per porre fine a questo forma di abuso spirituale. La Lubich ha infranto per tutta la vita e attraverso il movimento due leggi canonici che stanno alla base della cura pastorale: a) il divieto della manifestazione di coscienza forzata e b) la commistione del foro interno ed il foro esterno. Lei ha stabilito la sua invenzione del 'colloquio privato' come la base della cura delle anime nel movimento dei Focolari dove i membri interni sono in pratica forzati a confessarsi al loro superiore (di solito laica o laico) che quasi tutti avevano nessuna preparazione pastorale e senza il sigillo della confessione. Questa pratica con migliaia di persone ha distrutto la vita di tanti ed era la base di un abuso di potere su una scala vasta e spaventosa. Lubich aveva una competenza incredibile di assicurare che tutto il potere del movimento cominciava e finiva in lei. Questo stile di sapere tutto su tutti garantiva questo potere e che il movimento e rimasto una piramide rigida e chiusa - sempre con Lubich alla cima. Era convinta di essere il 'penello nelle mani di Dio'. Il fatto che non aveva nessuna formazione nella pastorale o conoscenza della teologia morale non contava niente per lei. Mentre girava il mondo, ancora negli anni settanta faceva colloqui privati con i focolarini e le focolarine. Che tipo di 'formazione' offriva in pratica la Lubich, penello di Dio, ai suoi sudditi? Ad un mio caro amico gay, ha fatto questa osservazione che fa rizzare i capelli: 'Non e colpa tua di essere cosi, ma preferisco che venissi investito da un camion che mai fare una atto omosessuale.' Poco dopo, il mio amico si ritiro dal movimento e, a causa di questo 'colloquio privato', e rimasto in terapia per piu di trent'anni. Molto significativo come Lubich fa un gioco di potere personale - 'prefersico che...' In quel colloquio ha anche detto al mio amico di mettersi in contatto con lei quando aveva bisogno del suo sostengo. Ma ogni volta che ha provato a mettersi in contatto con lei, non era mai disponibile, provocando in lui una disperazione insopportabile.


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    1. Grazie Gordon. Questo aspetto del "colloquio" non mi era chiaro così come lo hai ben spiegato tu. Per quel poco che ho potuto conoscere il Chiara Lubich, mi ha dato sempre l'impressione di tanta ingenuità che forse appunto si é trasformata in superficialità e ha dato adito a simili storture di proliferare e recare danno a tanti. A me fa specie che i suoi più stretti collaboratori e collaboratrici non abbiano sollevato nessuna obiezione a questo modo di fare. Ecco perché questo blog é intitolato anche loro. Mi sembra davvero gravissimo che questo gruppo di persone con Chiara in testa (ripeto a scanso di equivoci che non ravvedo in lei nessuna cattiva intenzione, piuttosto molta, troppa ingenuità) siano stati incapaci di gestire questo aspetto così delicato dell'accompagnamento spirituale.

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    2. Gordon ho dimenticato di dire che il "preferisco che..." della Lubich detto al tuo amico gay é un esempio classico di doppio legame (vedi qui: https://inciampocarapace.blogspot.com/2022/10/siate-una-famiglia-il-doppio-legame-e.html). È quel tipo di linguaggio e modo di esprimersi che incatena le persone e provoca ferite profonde.

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  4. "non ci si apre, come di buon senso, quando il rapporto ha raggiunto un grado di amicizia tale da portare alla confidenza, ma come presupposto e condizione della relazione. Ci si spoglia per essere parte del contesto sociale dove ci si trova, e guadagnarsi il rispetto, l’amicizia e il diritto di stare." Continuo questa riflessione sulla base della mia esperienza personale e di quelle raccolte da altre ex focolarine. Questa "spogliazione" del se ad oltranza che viene inculcata nella teoria e nella pratica durante la formazione e la vita in focolare ha portato a non sapersi relazionare in maniera matura e consapevole anche nelle relazioni sentimentali con la scelta di partner abusivi (so di una ex focolarina che e' veniva picchiata dal partner ed e' intervenuto il fratello per aiutarla ad uscirne) fisicamente, psicologicamente e finanziariamente. Ora a distanza di anni mi chiedovo come e' stato possibile....ma quanto esposto sopra risponde pienamente alle mie domande. Grazie di queste riflessioni, non sapete quanto siano di aiuto!

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  5. Questa "spoliazione" é purtroppo un imperativo morale sotteso alla spiritualità della Lubich. È la chiesa che dovrebbe vigilare e mettere dei paletti, sopratutto oggi che si parla tanto di abusi. Rendersi conto che questo imperativo a "spogliarsi, aprirsi, darsi completamente" senza la necessaria rete di sicurezza (vedi la gestione dei due fori nel movimento dei focolari) é la porta spalancata che permette ogni genere di abuso... ecco é compito della chiesa correggere queste derive spirituali, e proteggere i vulnerabili.

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