L'occasione d'oro

"Rifiutassimo pure ogni profondità, se cela un monte l’oro né più alcuno vuol cercarlo, lo porta in luce, un giorno il fiume, lo coglie nel silenzio dei gravidi macigni. Anche se non vogliamo: Dio matura." R.M.Rilke*

Montet

La cittadella Montet del movimento dei focolari chiude

"Tutti i nodi vengono al pettine"
Nonna Maria


By P.I.

Mia nonna era un'abile giocatrice di rubamazzetto. Una donna non proprio loquace, molto concreta e semplice. Ricordo pochissime parole sue, forse perché era parsimoniosa anche in questo. Ma un suo monito, che di tanto in tanto ci somministrava, a noi "nipotame" indisciplinato, sì, questo lo ricordo bene e ne ho fatto tesoro: "tutti i nodi vengono al pettine!" È esattamente quanto sta succedendo al movimento dei focolari. Il pettine della storia li costringe a sciogliere i nodi e fare i conti con la realtà.

L'ultimo della serie è il la chiusura della cittadella di Montet, detta "mariapoli Foco" in onore di Igino Giordani, cofondatore del movimento dei focolari.

"La motivazione che ha portato a questa risoluzione è il calo numerico dei canditati e delle candidate alla vita consacrata in focolare. In tal modo viene a mancare lo scopo principale della cittadella di Montet."

Ma in realtà Montet con Igino Giordani c'entra ben poco, piuttosto con l'altro cofondatore del movimento, don Foresi, più comunemente noto come "Chiaretto", ossia "piccola Chiara", emanazione quindi della cara leader. Ecco Chiaretto, convinto com'era che i comunisti oltre a mangiare bambini fossero voraci anche di focolarini (più comunemente noti come "popi", che in dialetto trentino significa appunto bambini), all'inizio degli anni '80 volle assicurarsi un piano "B" proprio nel caso che l'onda rossa avesse preso il potere in Italia. 

Così decise di comprare e investire soldi e risorse in una specie di orfanatrofio disperso tra i monti della Svizzera in un posto dimenticato da dio e dagli uomini, dove non succede nulla due volte al giorno. Qua avrebbero dovuto trovare posto i futuri focolarini e focolarine, e trascorrervi una parte della loro formazione al mondo unito. Così nel 1981 il Movimento dei Focolari acquistò la casa dalla Congregazione dei Salvatoriani. Dal 1991 si aggiunse la ‘scuola di vita‘ per i giovani di tutto il mondo della durata di 10 mesi. 

Ho visitato Montet tre volte nella mia vita, e ogni volta avevo l'impressione che mi mancasse l'aria. Un posto chiuso, chiusissimo, dove persino il barbiere dei focolarini era uno di loro, in una specie di ripostiglio per le scope adibito a finta barberia. Un incubo logistico e architettonico con dei limiti evidenti e dove di sicuro non era semplice vivere. 

Quello che pochi sanno è che in realtà la cittadella di Montet, nelle reali intenzioni di Chiaretto, sarebbe dovuta essere un posto sicuro a prova di bomba, insomma un ottimo backup in caso di pericolo comunista, dell'archivio di Chiara: scritti, diari, conversazioni, bobbine, video e quant'altro la cara leader incessantemente produceva. (vedi link)

Ora che ormai è tutto digitale e l'eco del pensiero di Chiara viaggia in canali ufficiali e no, questa nevrosi di Don Foresi non ha più senso. E la mancanza di vocazioni al focolare ha dato il colpo di grazie a questo progetto.  

...to be continued




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