La sorgente

That's all focolarini
饮水思源
(Pinyin: yǐn shuǐ sī yuán)*

di Francesco Murru

Avevo diciassette anni. Ero in vacanza sulle Dolomiti con un gruppo di focolarini. Ricordo bene quella giornata d'estate, il trekking, la ferrata sulla Marmolada, la fatica e poi, improvvisa, la bellezza di una cascata: acqua fredda, limpidissima, spumeggiante. Non abbiamo resistito: ci siamo dissetati. In cima, abbiamo visto anche il laghetto da cui sgorgava. 


Sembrava tutto perfetto, tutto puro. La sera, però, la realtà ha bussato alla porta dei nostri stomaci. Nausea, crampi, malessere generale. Eravamo intossicati. Quell’acqua, così cristallina, nascondeva in realtà un agente patogeno che non tardò a mostrare la sua vera natura.

È una storia che mi torna in mente oggi, a distanza di anni. Nella cultura cinese esiste un detto proverbiale, un "chengyu", che recita: "饮水思源 (yǐn shuǐ sī yuàn). Tradotto letteralmente significa: "Quando bevi l'acqua, pensa alla sorgente". È anche il motto che il movimento dei focolari ha scelto per la città di Trento, dove tutto è iniziato. Solitamente, questo proverbio è un invito a onorare la sorgente da cui scaturisce l'acqua ed è certamente così nelle intenzioni dei focolarini nei confronti della Lubich. Ma, se penso alla mia storia, capisco che proprio il mio diverso atteggiamento nei confronti della "sorgente", è invece proprio quello che con i focolarini ci separa su posizioni che, ahimè, reputo inconciliabili.

Su questo blog, ho cercato di analizzare quelle che secondo me sono le dinamiche malate e le derive settarie del Movimento dei Focolari di cui ho fatto personalmente esperienza. Probabilmente ingenuamente speravo un dialogo, convinto che un confronto tra adulti potesse essere una via percorribile. Mi sbagliavo. Un vero dialogo non è possibile, perché i focolarini blindano la "sorgente", Chiara Lubich e la sua proposta spirituale, in una zona sacra dove la critica è vista come una rottura della "pensiero unico" e il dubbio come un difetto sistemico (vedi link). Per i focolarini, quell’acqua è santa, intoccabile, infallibile, purissima e sana. Io invece avanzo quantomeno il dubbio che non sia così e che un controllino non guasterebbe. 

Capisco la riluttanza focolarina di "toccare" o mettere in dubbio la cara leader. Perché se togliessero Chiara dalla proposta spirituale focolarina cosa resterebbe? Ancor più se si purificasse l' "Ideale" dal suo ipertrofismo e da quelle esagerazioni come il "pensiero unico", o l'annientamento della persona a modello di "Gesù abbandonato"... cosa resterebbe? Forse un non meglio definito "vogliamoci bene"? Questo in ogni caso non giustificherebbe il dispendio di energie e risorse con cui il movimento dei focolari cerca di sopravvivere alla sua decadenza.

Sin da ragazzino ho bevuto da quella "sorgente" che tutti gli adulti, che avrebbero dovuto prendersi cura di me, reputavano sana e genuina. Non lo era invece e l'ho capito a mie spese, non senza spargimento di sangue. Non sono stato l'unico, e anche altri, dopo aver bevuto dell'acqua "chiara", si sono "ammalati". Tanti hanno sofferto una catastrofe biografica, subito l'annientamento della propria personalità in nome di un ideale/ideologia che, alla prova dei fatti, per alcuni aspetti si è rivelato inquinato. 

Con la ricerca e l'analisi di questo Blog ho indicato dove per me quell'acqua non era e non è ancora pura e salubre. Ho cercato di proporre una visione diversa rispetto all'aura di purezza e infallibilità che avvolge la "sorgente", e l'ho fatto innanzitutto come necessità mia personale: lo dovevo a me stesso adolescente. Ho offerto elementi, prove e riflessioni. Ho dato il mio contributo. 

Per me, a questo punto, ogni dialogo resta precluso fino a quando il Movimento dei Focolari non avrà il coraggio di compiere un atto di giustizia radicale: l'ammissione ufficiale che l'inquinamento dell'acqua non è un incidente di percorso, ma una caratteristica strutturale della sorgente stessa. Basta con l'attribuire le derive a singole persone o a 'presunte impurità' esterne aggiunte nel tempo. Se la proposta spirituale è definita 'pura', allora perché ha prodotto in tanti, troppi, in modo sistematico, un'intossicazione? Come mai anche la Chiesa (vedi link) ora solleva esattamente gli stessi miei dubbi e invita caldamente i focolarini ad una conversione radicale in cui ripensare la loro proposta spirituale per emendarla da tutte quelle cose che la rendono sorgente di abusi e manipolazione?

Ogni proposta che pretende di cambiare e migliorare la vita delle persone dovrebbe essere corredata, per onestà intellettuale, da un 'bugiardino' obbligatorio, come nei medicinali o sostanze pericolose. Una lista "chiara" di avvertenze e controindicazioni: "Attenzione, l'uso incontrollato può causare annientamento della personalità; può indurre stati di dipendenza affettiva dal gruppo; in caso di sovradosaggio, comporta la perdita del pensiero critico e la rottura dei legami col mondo esterno e alienazione dalla realtà; non somministrare a soggetti con fragile autonomia, ecc..." 

Nessun dialogo è quindi possibile senza verità. Finché questa ammissione non avverrà, finché non si smetterà di spacciare il farmaco dicendo che è miracoloso, la soluzione ad ogni male, omettendo che potrebbe nuocere gravemente alla salute psicologica e spirituale delle persone, il dialogo resterà fine a se stesso e inefficace.

Sarà il tempo ora a maturare.

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* Letteralmente, il detto si traduce come:

饮 (yǐn): bere 水 (shuǐ): acqua 思 (sī): pensare a / riflettere su 源 (yuán): sorgente / origine

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