L'occasione d'oro

"Rifiutassimo pure ogni profondità, se cela un monte l’oro né più alcuno vuol cercarlo, lo porta in luce, un giorno il fiume, lo coglie nel silenzio dei gravidi macigni. Anche se non vogliamo: Dio matura." R.M.Rilke*

Luigino e il Serpente


Luigino e il serpente

"C'era una volta un bambino
che rimase incantato da un serpente carismatico
e non si accorse di quanto sarebbe potuto
essere pericoloso per lui e per gli altri." 



Tranquilli non vogliamo raccontarvi una favola, ma invitarvi a leggere un ottimo articolo, uscito su Avvenire qualche giorno fa, che condividiamo al cento per cento. (vedi link

Si tratta di una lucida analisi di Luigino Bruni sull'evoluzione o involuzione di sistemi come aziende o comunità, fondate da persone carismatiche. Per Bruni dopo la scomparsa dei fondatori, la discontinuità è l'unico sviluppo possibile per queste realtà. Peccato che l'autore non citi degli esempi di evoluzione e degli esempi di involuzione. Leggere quest’articolo di Luigino Bruni per noi suscita subito tante domande soprattutto se applichiamo i suoi contenuti alla storia del movimento dei focolari, di cui l'autore fa parte come consacrato, e alla sua fondatrice Chiara Lubich.

Interessante che Bruni proponga il geniale paradosso di Tocqueville che suggerisce un rapporto complesso tra le intenzioni di chi vuole riformare una certa realtà e gli effetti non-intenzionali delle riforme stesse che si vorrebbero apportare.  Nell'affrontare l'argomento si rifà ai regimi dittatoriali (per certi aspetti quindi anche il movimento dei focolari lo è o lo era, sembra suggerire n.d.r.) in cui le aspettative generate nel popolo ai primi segnali di riforma non possono essere soddisfatte dai risultati raggiunti dai riformatori. 

Ed è proprio il caso del movimento dei focolari, che dopo la morte di Chiara Lubich cerca, con esiti più o meno discutibili, di capire come e se sopravvivere e come gestirne l’eredità, soprattutto strutturale. Ecco alcuni stralci presi dall'articolo che ci hanno subito fatto pensare al movimento dei focolari.

- La forma di governo ereditata era stata disegnata sulla base delle persone dei fondatori, delle loro idiosincrasie e caratteristiche carismatiche; e in quanto tale poteva funzionare solo con e per i fondatori.
- La transizione tra la prima e seconda generazione può incepparsi e fallire.
- Un carisma immodificabile è un carisma morto.
- Per timore di tradire l’origine si finisce per tradire il futuro.


Luigino Bruni cita inoltre l'episodio biblico del re Ezechia che si trovò di fronte ad una scelta decisiva: che fare dell’eredità di Mosè. Tra le “reliquie” lasciate in eredità dal patriarca c’era il serpente di bronzo con cui salvò il popolo nel deserto. Ezechia si sbarazzò e distrusse il serpente di bronzo di Mosè e questo gli permise di affrontare delle riforme decisive.

L’analisi di Luigino Bruni suona un po’ come l'ultima campanella d’allarme prima dell’Armageddon, almeno per il movimento dei focolari. Se seguiamo il suo filo logico, infatti, la prima domanda che viene da porsi è chi o cosa sia il “serpente” da distruggere.

E se questo serpente fosse Chiara stessa? Non è una provocazione ma una domanda serissima. Più volte lo abbiamo detto: se non si ha il coraggio di criticare Chiara e il suo pensiero, da cui sono scaturiti anche tanta sofferenza e abusi di ogni ordine e grado, il movimento dei focolari sarà probabilmente condannato dalla storia a sparire, inghiottito dal "nulla" come nella Storia infinita dove il mondo di Fantàsia, regno governato dalla malata Infanta Imperatrice, rischia di scomparire a causa del suo malessere che in qualche modo ha permesso all’entità chiamata Nulla di allargarsi sempre di più, inghiottendo progressivamente parti del suo regno.* Non vi ricorda qualcosa?

Chiara Lubich commise l’errore sesquipedale di impostare tutto troppo e unicamente sulla sua persona, generando, vogliamo sperare ingenuamente, un culto della personalità davvero imbarazzante. Le era cara l’immagine della rosa mistica e i suoi collaboratori e collaboratrici all’inizio venivano pure chiamati “Chiarelle”, “Chiarelli”, “Chiarette” e “Chiaretti” con la minima distinzione per chi era al centro con lei o faceva le sue veci in giro per il mondo. Insomma un'emanazione di sé, tanto per mantenere un profilo basso. Per cui tutto e tutti dovevano essere da lei generati e a lei fare ritorno, l’alfa e l’omega, principio e fine. 

“…un’anima sola deve vivere: la mia e cioè quella di Gesù fra noi che è in me.”*

Inoltre lei stessa, sempre per ribadire questa impostazione ha più volte intimato di “non toccare il bambino” riferito alla sua creazione, alla sua opera che sarebbe dovuta restare come un fermo immagine, congelata, immobile. Fa sorridere che abbia fondato un “movimento” ma guai a voi deve restare immobile, giù le mani, non toccate o cambiate nulla. Cosa mai sarebbe potuto andare storto?

Dio crea a sua immagine e somiglianza. Chi consciamente o meno si sostituisce a lui, cade nell'errore di voler fare altrettanto senza esserlo.

Gli ottimi consigli del Bruni spaccheranno ulteriormente i due rami, quello maschile e quello femminile, del movimento dei focolari. Oppure porteranno alla luce le profonde divisioni e forse l'incompatibile atteggiamento che queste due realtà hanno nei confronti di Chiara e della sua eredità. E ora popcorn e bibite per tutti: siamo ansiosi di sapere come andrà a finire. 

* “La storia infinita” è un romanzo dell’autore Michael Ende, del quale rappresenta probabilmente lo scritto più celebre. Considerato un grande classico della letteratura per ragazzi, da più di quarant’anni appassiona lettori grandi e piccoli. Ad averne reso la trama memorabile, soprattutto alla generazione cresciuta negli anni ’80, è stato anche l’omonimo film uscito nel 1984

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Photo by Los Muertos Crew
ogni riferimento al nome è voluto. ; )

*Chiara Lubich. Lettera del 23 novembre 1950

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