L'occasione d'oro

"Rifiutassimo pure ogni profondità, se cela un monte l’oro né più alcuno vuol cercarlo, lo porta in luce, un giorno il fiume, lo coglie nel silenzio dei gravidi macigni. Anche se non vogliamo: Dio matura." R.M.Rilke*

La giostra


La giostra

"La senti l'aria? Qua i diavoli volano"*


By F.M.

Il sottotitolo del nostro blog è "tutto quello che avreste sempre voluto sapere del movimento dei focolari e non avete mai osato chiedere. Degli errori di Chiara Lubich e di chi l'ha mal consigliata". In questo post ci dedicheremo proprio a parlare del cerchio magico della Lubich, delle sue prime compagne (le sette porte come si diceva agli inizi) e dei primi compagni. Un gruppo coeso di persone che le sono restate accanto tutta la vita, condividendone gioie e dolori ma che si resero responsabili almeno quanto lei di alcune storture e derive che nel tempo hanno fatto soffrire tanti. 

Recentemente abbiamo consultato un libro, la storia di Egidio Santanchè, che incontrò Chiara Lubich nella sua vita e i cui destini si intrecciarono per vari anni. Il libro che narra la vita dello psichiatra di Ascoli, le gesta e le sue difficoltà nel movimento dei focolari tra il primo dopoguerra e i primi anni ‘90 è uno spaccato importantissimo sulla vita di questo gruppo di focolarine e focolarini attorno a Chiara e aiuta a capire come e perché gli eventi, quasi sin da subito, abbiano preso una certa piega, che per taluni, ahimè, si é trasformata in piaga.

Soffermiamoci un momento a parlare di questo libro. Il suo autore, Antonio Coccoluto, ha sicuramente voluto togliersi qualche sassolino dalle scarpe, fare giustizia per debito d'affetto nei confronti del Santanché, circa la sua storia e su come taluni al centro del movimento dei focolari (soprattutto il misterioso F.) gli avessero reso la vita impossibile, sino a portarlo quasi alla disperazione, comunque facendolo ammalare gravemente. Oggi si parlerebbe di mobbing o stalking. Insomma di abuso si è trattato: abuso di potere e spirituale. La lettura di quelle pagine è davvero ardua. È un festival dell'omissis, tagli, iniziali misteriose. È un libro certamente fruibile solo da un pubblico ristrettissimo, molto preparato e con conoscenze profonde del pensiero della Lubich, delle dinamiche e delle storture del movimento da lei creato. Solo sapendo cosa si nasconde dietro il mistero degli omissis e dietro le iniziali segrete (per taluni davvero segreti di pulcinella) si capisce dove voglia andare a parare Coccoluto: si tratta di una denuncia ma a metà perché gli è mancato il coraggio di indicare chi fossero gli aguzzini e le responsabilità di Chiara stessa. Emergono comunque dei dati importanti, che confermano molte delle cose che abbiamo denunciato sul blog, aggiungendone altre importanti. 

Il dato più interessante ci sembra, senza timore di smentita, che i problemi del movimento dei focolari non siano sorti alla morte della fondatrice, come vorrebbe la narrazione ora in voga, piuttosto sin dall'inizio e per questo siano diventati sistemici. Nella corrente mentalità ecclesiale e nella narrazione focolarina si ritiene normale e fisiologica la crisi che investe le realtà ecclesiali dopo la morte del fondatore. Eppure c'è una eccezione clamorosa a questa regola: a leggere gli Atti degli Apostoli infatti, emerge che la crisi del post-fondatore Gesù è durata solo 50 giorni, giusto il tempo per riprendersi dallo choc. Poi la chiesa nascente è esplosa come una supernova in tutte le direzioni del mondo. Forse allora la crisi del post-fondatore non e' cosi' normale come si vorrebbe farla passare ed é una narrazione comoda. Nel caso del movimento dei focolari come anche in altre realtà ecclesiali, si assiste infatti non a una esplosione di vita, ma a un declino repentino e perdita di senso. E già questo dovrebbe fare riflettere e far sorgere alcuni seri dubbi. 

Non sfugge poi, dall'analisi della storia del Santanchè, nonostante tutti gli omissis dell'autore e la conseguente pratica maraldina di "dire e non dire", che sin da subito la Lubich, don Foresi, meglio conosciuto col  nomignolo di "Chiaretto", e altre persone di cui non si fa il nome, hanno avuto necessità di cure psichiatriche. Ci si chiede come mai si sia creata questa psicosi da esaurimento nervoso permanente, mascherato da prove spirituali, che ha coinvolto buona parte del primo gruppo dirigente dell'allora nascente movimento, da Chiara in giù? È una domanda che ci poniamo in tanti e meriterebbe una seria inchiesta. Non è un dettaglio di poco conto. 

Egidio Santanchè è stato testimone in prima persona di questa epidemia di esauriti e appunto ha provveduto con la sua esperienza e discrezione da psichiatra a dare aiuto, almeno sino a quando, gli impedirono di continuare a farlo. Lui stesso non era poi questo festival della salute mentale e dalla sua storia si evince che lo slancio iniziale di seguire Chiara & Co. con tutto l'entusiasmo giovanile gli farà scordare sforzi fisici e psichici prostrandolo sino alle soglie del suicidio. Il carisma di Chiara, per le sue prime compagne e compagni, rappresentò una novità assoluta e entusiasmante. Secondo una ricerca danese del 2010 (vedi link), davanti al fascino di personalità carismatiche il nostro cervello sembra rinunciare a ogni forma di "difesa". I ricercatori hanno infatti verificato che parti della corteccia cingolata anteriore e prefrontale - responsabili del nostro scetticismo e sentimento di vigilanza - perdono la loro funzionalità dinanzi alle modalità manipolative delle personalità carismatiche.

Per i primi compagni e compagne seguire Chiara significò una vita disordinata, senza orari, senza una dovuta cura del sonno, senza risparmiarsi in nulla e li portò sin da subito a falsare e nascondere lo stress e l'esaurimento psicofisico con la narrazione delle prove spirituali. In realtà non si voleva ammettere che l'obbedienza e l'uniformità al gruppo e ancor più alla fondatrice, annientassero l'individualità. 

Il non chiamare le cose con il loro nome ma aggiungerci la narrazione delle prove, è una pratica tuttora in voga nel movimento dei focolari. I focolarini e le focolarine non soffrono degli stessi problemi della gente comune, ma sono afflitti costantemente da prove spirituali. E quindi si sente spesso dire "dio mi sta provando", "questa è una prova di dio", "dio vuole metterci alla prova" ecc... Si intuisce subito la schizofrenia di chi annuncia "Dio è amore" ma in fin dei conti lo presenta come un sadico masochista che non perde occasione per mettere alla prova chi gli vuol bene. 

Questa inflazione di prove, lo abbiamo denunciato più volte, è una sorta di onanismo spirituale, un ripiegamento su se stessi mascherato da cristianesimo attivo, quando invece è il suo esatto contrario. Lo abbiamo suggerito più volte: provate a chiedere ai focolarini "...ma voi cos'è che fate in definitiva?" Domanda che per alcuni potrebbero creare non poco imbarazzo. 

La cosa che disturba e stupisce leggendo la testimonianza del Santanchè sta poi nel fatto che ci si rende conto che tanti sapevano ciò che accadeva a Chiara e come lei fosse all'origine di certe derive. Ci chiediamo: cosa ha mosso questi testimoni reticenti? La paura di essere cacciati se avessero parlato? La paura di perdere "Chiara"? La paura di perdere le posizioni di potere e privilegi raggiunte? La vergogna di non aver saputo dire di no?

Una volta ho assistito ad uno show di Gis Calliari, una delle prime compagne di Chiara, ad un incontro del movimento a Loppiano. Davanti a una folla plaudente, non faceva altro che dire "adesso io vi porto a Chiara... racconterò a Chiara questo e quello... vi raccomanderò a Chiara... Chiara sarà contenta di sapere che..." fino allo sfinimento. Era evidente che stava facendo un uso strumentale della sua posizione di vicinanza alla fondatrice. Quella fu la prima volta che mi resi conto coscientemente del meccanismo che regolava i rapporti al centro del movimento e che vedeva Chiara come l'alfa e l'omega da cui tutto e tutti dovevano partire e fare ritorno. Presupposto del culto della sua personalità. (vedi link)

Questo meccanismo che sfruttava la prossimità presunta o tale alla fondatrice provocò la smania di poterle stare vicino e brillare della sua luce riflessa. Un modo di fare che scatenò un clima di rivalsa e gelosia, colpi bassi, scorrettezze che fecero esprimere Egidio Santanchè con queste parole. "La senti l'aria? ... Qua i diavoli volano."*

Credo che le dinamiche della vita di Chiara e del suo cerchio magico vadano analizzate tenendo conto del fatto che fossero tutti drogati. La droga era la vanità e i suoi sottoprodotti: adulazione, plauso, culto, riverenza, privilegi, ecc… A questo si deve aggiungere una disponibilità finanziaria importante, agi e lusso davvero per pochi, il poter girare il mondo, la possibilità di avere sempre folle compiacenti. E uno stuolo di schiavi e schiave che si occupavano di tutto. Perché come ben insegna Orwell "tutti i focolarini/e sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri". Non credo che Eli Folonari ad esempio, o Marco Tecilla, o Giorgio Marchetti (é forse lui il famoso F.?), o Gis Calliari, dovessero mai cucinare o pulire i sanitari del bagno. 

Il meccanismo di potere che sfruttava la vicinanza a Chiara aveva anche la sua versione punitiva. Infatti chi si permetteva di esprimere dissenso, o porre dei distinguo, o comunque sbagliare qualcosa ai suoi occhi, veniva punito con l'ostracismo (una delle forme di abuso più violente) e la lontananza forzata dalla fondatrice. Chiara stessa punì Oreste Basso, sacerdote, focolarino e responsabile legale del movimento di focolari (dettaglio non da poco), e gli vietò per alcuni mesi di presentarsi al suo cospetto. 

La colpa del cerchio magico allora è stata proprio quella di aver alimentato il culto di Chiara, averle fatto credere di essere la vicaria della Madonna in terra, se non anche la Madonna stessa. Hanno colpa di non essere stati capaci di rinunciare ai privilegi che scaturivano dalla sua vicinanza che consentiva loro di  brillare di luce riflessa. In questo modo hanno alimentato un circolo vizioso. (In tedesco si usa l'espressione "Teufelskreis" ossia circolo del demonio n.d.r.)

Il cerchio magico è corresponsabile quanto Chiara delle derive settarie che quasi sin da subito hanno afflitto il nascente movimento dei focolari. E anche pur facendo salva "l'ipotesi di benevolenza" come taluni ci suggeriscono, ossia il presupporre che queste persone fossero tutte in buona fede e mosse da sante intenzioni (cosa che comunque da una fugace scorta della testimonianza del Santanchè, e tante altre in nostra conoscenza si capisce purtroppo non essere così).... quindi presupponendo pure che fossero tutti santi e immacolati come agnelli, il quadro che viene fuori è anche peggio. Perché ci si chiede doppiamente come sia stato possibile che da un'accolita simile di santi venissero fuori simili derive? Allora ha davvero ragione Pascal "L'uomo non è né angelo né bestia, e disgrazia vuole che chi vuol fare l'angelo fa la bestia." Il sospetto è che queste persone, da Chiara in giù ad un certo punto, siano state fagocitate dallo stesso sistema che per anni si sono prodigate a costruire e che poi non sono più riuscite a controllare perché ormai viveva di vita propria. È una pista di riflessione.

Chiara avrebbe davvero dovuto seguire il consiglio di suo fratello Gino che le suggerì di tornare a Trento dai poveri. Aveva forse intuito la deriva e la piega che aveva preso il movimento nascente, per aver abdicato ai poveri e a un cristianesimo attivo. Lo stesso consiglio qualche anno più tardi glielo diede il fratello di Egidio Santanchè, Beppe, detto Clari (da Claritas, cioè il nome di Chiara stessa, la sua essenza). Ma sappiamo che Chiara non diede retta né all'amore fraterno né alla lungimiranza e saggezza di Clari, che venne messo da parte per aver osato tanto. Come è finita questa storia è sotto gli occhi di tutti. La cruda realtà ha presentato un conto salato. Chi pagherà?

----

Photo by Tim Gouw

*17 ottobre 1969 - Egidio Santanchè - Lettera a sua sorella
Un filo d'erba che fissa le stelle. La mia avventura con Egidio Santanchè
di Antonio Coccoluto (Autore) - Città Nuova, 2022

Commenti

  1. Spot on! The more that comes to light the more you start to wonder: what on earth have I given myself to all these years!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La frase corretta secondo il mio parere è.....a quale diavolo mi sono dato in tutti questi anni.Io guardavo da fuori e tutte le volte che guardavo dentro vedevo un inferno....pieno di moine ,sorrisi ma sempre inferno era. Il mio carattere estremamente diffidente mi ha salvato dai foc. e da altre sette.... grazie caratteraccio

      Elimina
  2. Avendo vissuto con la sorella di Egidio Santanche' per 15 anni come responsabile, tutto quanto descritto risuona tragicamente vero, riguardo poi all'aspetto della salute mentale ricordo una volta che avevo avuto una specie di crollo psico-fisico che questa mi disse: Devi riprenderti, Maria. Devi riprenderti, non si puo' far sapere al centro che si e' esauriti, non si puo'. Il Soave (Egidio) dice che non si deve far sapere."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho detto ho solo a che fare con il mov. ma in tanti anni una cosa l'ho molto ben capita....se la menzogna ha trovato casa è proprio li dentro, se da altre parti si mente sono affari loro ma farlo in nome di Gesù...chiama vendetta davanti a Lui

      Elimina
  3. Allora mi era suonato strano...ma non mi sono domandata perche' , avevo altre gatte da pelare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E se ti davano altre gatte da pelare proprio perché tu non ti domandassi

      Elimina
  4. Non aggiungo altro, letto, confermo ,assolutamente assurdo. S.L.....e gli altri è.... mi auguro che tu sia ancora giovane e pieno di voglia di vivere per continuare ad uscirne. Ps chi si ricorda la canzone di Giorgio Gaber.....la libertà è partecipazione

    RispondiElimina
  5. Posso cambiare la sua frase in com'è possibile che da simili derive siano usciti così tanti santi....ci sono anche santi che la terra impone al cielo... ma in cielo non lo sono e forse neanche in cielo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può cambiar quello che vuole: l'importante é che lei sia sereno e felice.

      Elimina
    2. scusa intendevo dire che il mov ha fatto carte false per avere i propri santi tuttavia sono santi imposti al cielo, vengono da una pianta malata fuori sembrano belli ma dentro sono marci,nella loro vita hanno avuto un amore interessato sempre e solo al mov li puoi lodare fin che vuoi ma santi non lo sono, sono adulati da morti come lo erano da vivi ma per il proprio interesse.....da contadino ti assicuro che una pianta malata non da frutti buoni e oltre a venire dal mio orto viene anche dal vangelo

      Elimina
    3. Chiara Badano... la vogliamo salvare?

      Elimina
    4. Conosco tante persone che hanno condotto una vita eroica....e non per messe e rosari ma perché veramente- buoni- perché non sono proposti alla santità dal mov....a si non sono del mov..... una santità UTILE al mov.... non alla chiesa, decidi tu per il mov ma non per la chiesa non per me...S. Francesco è stato un santo per la chiesa NON per i francescani

      Elimina
  6. Rai storia..questa sera parlano di Florence Nighttingale...per chi non la conosce è la mamma di tutte le infermiere o anche l'angelo con la lanterna. Ha dato la vita per i sofferenti ma non ha sofferto per Gesù...non ha avuto nessuno che si preoccupasse di chiedere che diventasse beata non ha avuto mov che spingessero per lei non glie ne fregava niente a nessuno....ma c.l.b. ha portato consensi al mov...molto disinteressata la cosa ed ecco il motivo per cui io non la ritengo beata.. una beata interessata. Cari i miei INFERMIERI/E di tutto il mondo perché non vi riunite e scrivete al Papa che ci sono santi/e che non hanno appoggi politici quindi rimarranno alla chiesa totalmente sconosciuti...e poi caro Francesco qui recentemente sei stato in ospedale quindi di questi angeli senza ali hai dovuto conoscerne

    RispondiElimina

Posta un commento

Per favore, commenti da adulti. Si può essere non d'accordo con i temi del blog, basta farlo presente con gentilezza. Qualsiasi tipo di insulto o buttata in caciara verrà ignorato. Please get used to it!