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"Non è possibile insegnare agli altri
ciò che non si riesce a insegnare
alla propria famiglia."
Confucio
by Francesco Murru
Questo sarà un post più complesso ed è normale che sia così. Cercheremo di spiegare un fondamentale vizio di forma del focolare e abbiamo bisogno di una premessa teorica. A questo nuovo tipo di consacrazione, autorizzata forse con troppa fretta e superficialità dalla Chiesa, che avrebbe dovuto vigilare tempestivamente, sono legate delle incongruenze sistemiche, che occorre affrontare e svelare. Vorremmo mettere in evidenza quella che secondo noi è la "madre di tutte le battaglie".
Il focolare così come se lo é immaginato Chiara Lubich, é un esempio lampante di "doppio legame". Il “doppio legame” è un concetto della scienza comunicativa elaborato nell'ambito dello studio degli schizofrenici e del rapporto con i loro genitori, ossia quelli che dovrebbero volergli più bene, che come vedremo in seguito non é un particolare secondario. Nel rapporto tra due persone, unite quindi da una relazione emotivamente rilevante, il “doppio legame” é una comunicazione fortemente disturbata sotto forma di paradosso e da cui è molto difficile sottrarsi. Può trattarsi anche di una incongruenza tra il livello verbale, quello che viene detto a parole, e quello non verbale, gesti, atteggiamenti, tono di voce, ecc.. Insomma un cortocircuito comunicativo. La ricerca su questo tipo di paradossi comunicativi mette in evidenza una correlazione tra questo tipo di comunicazione paradossale ed il prodursi di patologie mentali. Il doppio legame produce quindi un tipo di comunicazione contraddittoria che crea una relazione interpersonale malata e molto disturbata in cui il malcapitato patisce un dilemma insolubile. Un ottimo esempio di frase che provoca una situazione di doppio legame è: "Sii spontaneo!" Non si può chiedere a qualcuno di essere spontaneo perché nel momento stesso in cui formuliamo la richiesta, il nostro interlocutore si troverà impossibilitato ad esaudirla. Le condizioni per il prodursi di un doppio legame sono:
1) Tizio é coinvolto in un rapporto particolarmente intenso e sente l’importanza vitale di comunicare adeguatamente con Caio
2) Tizio é prigioniero di una situazione dove Caio emette messaggi che si contraddicono e di fatto trova impossibile rispondere in maniera soddisfacente;
3) Tizio si trova impossibilitato a comunicare, non riesce cioè ad analizzare e a sottrarsi ai messaggi paradossali emessi da Caio e i suoi sistemi logici finiscono con il subire un collasso.
Seppure la maggior parte di noi nel corso della vita venga continuamente sospinta in situazioni di doppio legame, il più delle volte, queste, sono isolate o innocue. Tipo: "...non vorrei metterti fretta ma..."
Una situazione diversa si presenta quando si è invece esposti al doppio legame per lungo tempo in un contesto affettivo in cui si é più vulnerabili. La vita delle comunità religiose è un buon esempio. La vita all’interno del movimento dei focolari poi lo è 'doppiamente'. Avendolo sperimentato per troppi anni come focolarini consacrati, possiamo raccontare in prima persona il doppio legame che abbiamo subito in quel contesto.
Quando viviamo per troppo tempo in un ambiente pervaso da valori contraddittori, come spesso accade nella vita di focolare (vedi post precedente sulla povertà), gli effetti si ripercuotono nella nostra personalità, nel modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri. Non sarà strano purtroppo cadere in una situazione di angoscia morale. Non riusciamo a sviluppare un sistema di valori coerenti che diventino la bussola della nostra vita e ci sentiamo spesso disorientati e confusi.
È importante fare attenzione al doppio legame e non permettere di impantanarsi in quella situazione. Per sbarazzarsi di questo vincolo e disarmare la persona o la situazione che cerca di metterci con le spalle al muro, è sufficiente fare notare la contraddizione. Che é esattamente lo scopo di questa premessa teorica.
Ma veniamo al dunque. L'idea base della vocazione al focolare che dovrebbe essere come la famiglia di Nazareth, ossia una convivenza di vergini con Gesù in mezzo, é un gigantesco doppio legame. Capirlo spiega subito il perché di tanti disagi, abusi, manipolazioni ecc...
L’ispirazione del focolare venne a Chiara Lubich a Loreto nell’omonimo santuario. All'interno della basilica, i cattolici credono si trovino i resti di quella che, secondo la tradizione, sarebbe stata la casa di Nazareth, dove visse Gesù con sua madre Maria e suo padre Giuseppe, quindi due vergini con Gesù in mezzo a loro.
Chiara Lubich ha plasmato la sua idea di comunità religiosa proprio su questo modello, e fonderà dei piccoli gruppi di donne e uomini consacrati, che decidono di lasciare tutto per seguire Dio e vivere assieme, forti della promessa di Gesù "dove due o più sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro". E timbra questa sua ispirazione con un bel doppio legame ingombrante: “Siate una famiglia” che ha la stessa qualità del paradosso “Sii spontaneo!”.
Chiara stessa non faceva esperienza di focolare perché le persone con cui stare se le è sempre scelte, sin dall’inizio, dove e come vivere pure. E in questo caso "poter scegliere" rende l'esperienza da lei vissuta radicalmente e intrinsecamente diversa da quella di tutti gli altri focolarini e focolarine.
I focolari sono un festival di idiosincrasie più o meno manifeste. Reggere a richieste contraddittorie come quelle imposte dalla spiritualità focolarina è durissimo, e non è un caso se molte persone consacrate si affidano all'alcool, cercano sollievo nella pornografia o sviluppano la tendenza - soprattutto i maschietti - a coltivarsi il proprio orticello personale, con le scuse più varie; a questo si deve anche la rigidità che si sperimenta, mista a una latente sensazione di paura - tipica dei focolari femminili -, un clima inspiegabilmente militaristico e una certa pochezza emotiva.
Dire "siate una famiglia" a un gruppo eterogeno di persone, che non si sono scelte, e sono costrette a vivere assieme ma che mai potranno esserlo per davvero, salvo rarissime eccezioni, è metterle sicuramente in difficoltà. Certo ci saranno situazioni, momenti, delle persone particolari, oasi di felicità. Ma nella prassi giornaliera la vita di comunità di un focolare è ben lontana da quel traguardo ed è stata purtroppo spesso fonte di disagio, causa di malattie, luogo di abusi morali e spirituali.
Certo fa riflettere che proprio il “core business” del movimento dei focolari, ossia le relazioni, si sia rivelato infine il suo tallone d’Achille. E questo ha proprio a che fare con il processo di istituzionalizzazione. Non si può istituzionalizzare l’amore, il rapporto, la reciprocità, “l’essere famiglia”.
Il linguaggio focolarino (tema che merita una trattazione a parte, vedi qui) poi é condito di slogans che in realtà celano dei doppi legami: basti pensare a "teniamo Gesù in mezzo", oppure "fammi unità", e via dicendo. Ora che abbiamo illustrato il meccanismo, non sarà difficile smascherarlo.
A tanti di noi é capitato di sperimentare questa "famiglia" nella fase della vita in cui più ne avremmo avuto bisogno. Nell'esatto momento in cui abbiamo preso le distanze dal movimento dei focolari, tutte quelle persone che si erano sperticate negli anni ad assicurarci che "siamo una famiglia", "siamo come fratelli e sorelle", "sono pronto a dare la vita per te"... Ecco tutte queste persone sono semplicemente sparite. È un fenomeno tipico delle sette: il ghosting o peggio ancora lo shunning.
P.S.
In tanti ci hanno chiesto altri esempi di "doppio legame" nel linguaggio dei focolarini. Abbiamo provato a stilare una lista, eccone alcuni:
-Siate una famiglia
-Teniamo Gesù in mezzo
-Fammi unità
-Amare Gesù Abbandonato
-Perditi in me
-Devi essere staccato da tutto
-Saper perdere tutto sino alla propria personalità
-Sono pronto a dar la vita per te
-Il sorriso è la divisa del focolarino
-La morte è vita
-Non fare opere di carità, sii la carità
-Siate una famiglia
-Teniamo Gesù in mezzo
-Fammi unità
-Amare Gesù Abbandonato
-Perditi in me
-Devi essere staccato da tutto
-Saper perdere tutto sino alla propria personalità
-Sono pronto a dar la vita per te
-Il sorriso è la divisa del focolarino
-La morte è vita
-Non fare opere di carità, sii la carità
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Commenti

Carissimo, siamo arrivati ai tempi della terza generazione. Ne abbiamo visto di tutti i colori della prima e della seconda generazione. In questi ultimi anni non ci stiamo mescolando con la prima e la seconda generazione. Stiamo preparando il Genfest 2024 in Brasile, che sara' preparato dalla terza generazione. Il Santo Padre ci segue, cosi anche il progetto Economia di Francesco e' seguita dalla terza generazione. Sono una sociologa focolarina che studia il carisma dell'unita' nelle diverse discipline. Nell'Opera c'erano tante contradizioni. Alla nostra generazione degli anni '90 (nati negli anni '70) sono stati praticamente rubati 30 anni. Da 7 anni mi sono ritirata (l'anno prossimo ritorno in focolare) per studiare e ricostruire il carisma nei 7 colori, 5 dialogi, 12 pilastri. Il carisma e' complesso pero' sono riuscita. Ho trovato i nodi che ci hanno fatto soffrire e senza gli analisi questo non e' possibile capire dove e' andato male. Se vuoi ti propongo di continuare con la comunicazione sul Facebook Messenger Youth 4 Unity Ireland per qual lavoro. Mi trovi li'. Grazie del ascolto. Il tuo gruppo e' benvenuto ad aiutarci, abbiamo bisogno degli adulti che siano dell'esempio ai giovani.
RispondiEliminaGrazie del tuo commento, certamente se ti fa piacere e credi sia proficuo, possiamo restare in contatto. Tu affermi che nel movimento "c'erano" tante contraddizioni; io non userei il passato, perché secondo me ci sono ancora tutte e peggiorate pure. Sono d'accordissimo con te quando dici che alla nostra generazione degli anni '90 (nati negli anni '70) sono stati praticamente rubati 30 anni. Di questo il movimento dei focolari dovrà renderne conto alla Chiesa, prima o poi. Non ti pare che la complessità del carisma con 7 colori, 5 dialogi, 12 pilastri ecc... sia eccessiva e denoti una malcelata mania di grandezza, malattia purtroppo risalente a Chiara? Un carisma non deve essere complesso, come dici tu. Il Vangelo é semplicissimo. La complessità in questo ambito é sempre un segnale che qualcosa non quadra. Ti auguro davvero di riuscire nel tuo intento. Auguri.
EliminaHo conosciuto tante persone meravigliose negli anni in cui ho frequentato i gruppi giovanili del Movimento dei Focolari, tanti focolarini e focolarine di indiscusso spessore spirituale, ma anche amici e amiche straordinari, anche persone che provavano con semplicità a vivere come potevano gli ideali evangelici. In una organizzazione ci possono essere regole difficili da vivere (o da condividere), così è, per esempio, per le organizzazioni sportive professionistiche (o dilettantistiche in alcuni sport come, ad esempio il rugby che ho praticato per qualche anno) ma sono le regole che consentono a quelle organizzazioni di esistere e, finché nessuno è obbligato a farne parte, credo si debba il massimo rispetto per chi ke accetta
RispondiEliminaAnonimo carissimo, sei fuori tema, credimi. Questo blog non é sorto per mettere in evidenza tutto il bene e il positivo che c'é nel movimento dei focolari; ci sono altre risorse on-line per questo, il sito ufficiale e tantissimi altri. Avrai immagino letto che qua si tratta "degli errori di Chiara Lubich e di chi l'ha mal consigliata". È quindi inutile e fuori tema che mi citi le persone meravigliose. È lo stesso tipo di argomento che si usa per legittimare sex drogues & rock 'n' roll facendo notare che i Rolling stones ultra ottantenni sono ancora li che sgambettano sul palco. Dai fa ridere. Inoltre non puoi davvero fare il confronto tra il coinvolgimento personale, emotivo e spirituale cui si va incontro nel partecipare alla vita del movimento dei focolari, col rugby. Stai prendendo fischi per fiaschi. E si vede che non ne hai la minima idea.
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