L'occasione d'oro

"Rifiutassimo pure ogni profondità, se cela un monte l’oro né più alcuno vuol cercarlo, lo porta in luce, un giorno il fiume, lo coglie nel silenzio dei gravidi macigni. Anche se non vogliamo: Dio matura." R.M.Rilke*

Il grande bluff

Il gioco delle tre carte

"L’ideologia è la nevrosi dell’Ideale, 
come l’idolatria è la nevrosi della fede."
Luigino Bruni


By G.P.

Passeggiando per le strade della mia città, ad un dato punto, pur immerso nei miei pensieri, un vociare allegro, un certo schiamazzo birichino, ha attirato la mia attenzione. Ho capito di essere in piazza Giovanni e che solo un muro mi separava dall'oratorio dei Salesiani. Don Bosco qui in città 
ha una lunga tradizione e schiere di mei coetanei e amici si sono giovati di questa scuola, delle strutture, dell'oratorio, fin quasi all'età matura. Giorni fa ho ricevuto l'invito ad una manifestazione per l'ottantesimo del Movimento dei Focolari, delle cui fila giovanili ho fatto parte per un periodo della mia vita. Ad un dato punto della mia maturazione decisi di prenderne le distanze, soprattutto per una dissonanza amara tra quanto credevo e vivevo e la vita concreta del Movimento dei Focolari che sempre più mi sembrava solo una sorta di terapia di gruppo tipo alcolisti anonimi pur senza nessuna dipendenza evidente. Mi sono ricordato di questa presa di distanza proprio a ridosso dell'oratorio dei salesiani. E mi sono chiesto: ma in confronto appunto a Don Bosco, i focolarini cosa è che davvero fanno di concreto? Come è stato possibile che in 80 anni non siano riusciti a farsi struttura qua in città, a condensare tante belle parole e intenzioni in qualcosa di tangibile, fruibile e soprattutto inequivocabile? Invece, almeno dalle informazioni in mio possesso, sono rimasti prigionieri della narrazione, delle parole, degli slogans e del culto della fondatrice. Non riesco a pensare la Chiesa e quello che rappresenta senza Don Bosco e i Salesiani; mancherebbe la testimonianza importante di Vangelo vissuto e messo in pratica senza troppi giri e senza troppo clamore. Potrei dire lo stesso dei focolarini?

A questo proposito mi viene in mente una fiaba di Andersen "Gli abiti nuovi dell'imperatore".* La fiaba parla di un imperatore vanitoso, nevroticamente dedito alla cura del suo aspetto esteriore, e in particolare del suo abbigliamento. Un giorno due imbroglioni giunti in città spargono la voce di essere tessitori e di avere a disposizione un nuovo e formidabile tessuto, sottile, leggero e meraviglioso, con la peculiarità di risultare invisibile agli stolti e agli indegni. I cortigiani inviati dal re non riescono a vederlo; ma per non essere giudicati male, riferiscono all'imperatore lodando la magnificenza del tessuto. L'imperatore, convinto, si fa preparare dagli imbroglioni un abito. Quando questo gli viene consegnato, però, l'imperatore si rende conto di non essere neppure lui in grado di vedere alcunché; attribuendo la non visione del tessuto a una sua indegnità che egli certo conosce, e come i suoi cortigiani prima di lui, anch'egli decide di fingere e di mostrarsi estasiato per il lavoro dei tessitori. Col nuovo vestito sfila per le vie della città di fronte a una folla di cittadini i quali applaudono e lodano a gran voce l'eleganza del sovrano, pur non vedendo alcunché nemmeno essi e sentendosi segretamente colpevoli di inconfessate indegnità. Questa specie di nevrosi collettiva finisce nel momento in cui un bambino, sgranando gli occhi, grida con innocenza "Il re è nudo!".


Interessante no? Non vi ricorda qualcosa? A me ha fatto venire in mente proprio la dialettica manichea tipica della Lubich "noi" e "il mondo", chi ha capito "l'Ideale" e chi no (naturalmente tutti quelli che hanno provato a porre qualche distinguo o dissenso); mi ricorda il clima di giudizio; inoltre mi ricorda le dinamiche tra Chiara Lubich e il suo cerchio magico che le ha fatto credere di essere la madonna in terra. Noi invece, come il bambino della fiaba, gridiamo che il "re é nudo" proponendo una narrazione alternativa a quella fin troppo agiografica del Movimento dei focolari.

Questa stessa fiaba, ma nella sua versione originale è stata citata anche da Luigino Bruni in un suo articolo molto interessante (vedi link). L'economista focolarino affronta il tema dell'ideologia come malattia molto comune e grave nelle organizzazioni come il Movimento dei Focolari: secondo Bruni questa malattia si sviluppa soprattutto a causa della carestia di storie vere da raccontare, cioè quando subentra una narrazione fantastica avulsa dalla realtà. E sappiamo bene come questo sia proprio il caso del Movimento dei Focolari. Per Bruni quindi l’ideologia è la nevrosi dell’ideale così come l’idolatria è la nevrosi della fede. "Ideale" é proprio la parola che la Lubich usava per denominare il suo messaggio. Bruni non sceglie le parole a caso.

È importante notare che nella fiaba il bluff si sarebbe potuto smascherare molto facilmente se almeno uno dei servitori, inviato per una prima verifica dei vestiti, avesse avuto la libertà e il coraggio di dire semplicemente quello che non vedeva, senza temere le ripercussioni. Ma proprio questo tipo di persone 
libere e coraggiose sono merce rara attorno ai fondatori e ai responsabili di questi movimenti, essendo i primi a togliere il disturbo per non dover scendere a patti con la propria coscienza e libertà. (vedi link)

I fondatori come la Lubich, incapace di affrontare il dissenso, finiscono purtroppo quasi sempre per attorniarsi di "servi" molto fedeli, un circo di "yes men & women" privi di libertà e coraggio, incapaci di dire semplicemente quello che pensano. Persone probabilmente buone, ma mosse e manipolate dalla paura, mascherata da rispetto e venerazione. Ed è proprio in questo rapporto morboso tra il fondatore e il suo cerchio magico dove l’ideologia si forma e inizia a operare. (vedi link

Come suggerisce Bruni, il cerchio magico all’inizio non è mosso solo dalla paura, piuttosto anche dagli interessi. Queste persone mentono (vedi statistiche gonfiate fino al grottesco per fare contenta Chiara mai paga di numeri in crescita), perché semplicemente hanno l’incentivo a mentire e mantenere così la posizione privilegiata. A questo punto, come ci spiega Bruni, "il dispositivo ideologico è già operativo, e si diffonde semplicemente replicando la stessa paura e gli stessi interessi." Nel caso del Movimento dei focolari poi, il semplice fatto che Chiara Lubich abbia in un certo senso "replicato se stessa" (vedi rosa mistica, i chiarelli e chiarelle, i chiaretti e le chiarette) nei suoi più stretti collaboratori e collaboratrici che sarebbero dovuti "essere un'altra lei", ha reso il tutto ancora più grottesco e tragicomico.  

Bruni afferma che "l’ideologia può diventare così potente da farci vedere un re nudo come se fosse vestito. E quando la quota, di chi pur in buona fede afferma di vedere vestiti inesistenti, supera la quota di quelli che mentono (per paura o per interesse), la trappola ideologica diventa (quasi) perfetta. Si perde contatto con la realtà perché non si riesce più a distinguere cosa vediamo davvero da cosa vediamo grazie all’ideologia. Si vive, anche per molto tempo, in una realtà finta che alcuni ingenuamente e sinceramente vedono realmente e che altri, per interesse, dicono di vedere sapendo di non vederla. Il consumatore-produttore perfetto dell’ideologia è colui che crede che il mondo artificiale che vede sia realmente quello vero – come il Truman Show è il reality show perfetto che ogni tv vorrebbe, dove il protagonista vive la sua vita finta convinto che sia la sua vita vera." Complimenti davvero, non saremo riusciti ad esprimere meglio questo concetto. 

Ma affinché l'inganno sia efficace non è sufficiente il bluff del fondatore: l’ideologia, come sostiene Bruni, "è un rapporto, è un "male relazionale", che richiede due o più persone che iniziano a credere insieme nella stessa illusione", e peggio cominciano a dire di crederci. L’ideologia è una falsa credenza individuale che riesce a diventare collettiva se ripetuta a voce alta e in pubblico. "Alle ideologie non basta essere credute, per affermarsi devono anche essere dette pubblicamente e pubblicamente e reciprocamente ripetute." A questo punto non riesco a fare a meno di pensare alla miriade di incontri, congressi, meetings e quant'altro che la propaganda focolarina ha organizzato in questi 80 anni a cui ho preso parte anche io, con un'angoscia vieppiù crescente. Una narrazione della narrazione ripetuta sino alla nausea. 

Nella realtà, rispetto alla fiaba, é davvero difficile smascherare il bluff soprattutto in strutture così complesse e gerarchiche come il Movimento dei Focolari. Come mai? Bruni ci suggerisce che "c
hi i vestiti meravigliosi li vedeva realmente grazie agli occhi ideologici, non vuole tornare in una realtà vera, ma molto meno colorata di quella che "ha visto" per molto tempo e alla quale si è assuefatto – l’ideologia è una forma di doping, che garantisce prestazioni eccezionali e toglie l’incentivo di tornare alla fatica e al sudore degli allenamenti nelle strade in salita e ai risultati incerti. Inoltre, col passare degli anni, molti di coloro che all’inizio vedevano l’invisibile per interesse si sono progressivamente trasformati in vedenti sinceri, e la quota di vedenti in buona fede può arrivare a sfiorare la totalità. Infine, i pochissimi che sono rimasti coscienti del bluff ideologico sono anche coloro che più stanno guadagnando da quella commedia collettiva. (che il Bruni stia inconsciamente parlando di se stesso?) L’ideologia è molto pericolosa anche perché una volta attivata si nutre di sé medesima, in modi diversi, ma convergenti."

Leggere questa lucida analisi del Bruni che come focolarino evidentemente ne ha fatto esperienza diretta, lascia davvero basiti. Soprattutto se si pensa ai festeggiamenti per gli 80 anni del Movimento. Ovunque si vede solo Chiara, Chiara, Chiara, Chiara, Chiara, Chiara e solo Chiara. I focolarini puntano tutto sulla sua figura e dimostrano di essere incapaci di emanciparsi, di diventare adulti, di definirsi a prescindere da lei e di continuare a vedere vestiti invisibili: insomma , dopo 80 anni sono ancora prigionieri del bluff. 

La Lubich nella sua lunga vita ha fatto incetta di ruoli e di transfers, diventando fonte unica del carisma, madre, presidente a vita, cara leader indiscussa, tramite tra Dio e le anime, unico punto di riferimento, maestra spirituale e vicaria della Madonna (quando non una sua inpersonificazione). Cosa mai sarebbe potuto andare storto?

Anche se le cronache sono piene di mamme disfunzionali che hanno un rapporto conflittuale con i propri figli e figlie, il tabù della "mamma" resta potente e intoccabile. La mamma è sempre la mamma, la mamma non si critica, si ama, anzi si venera... Morta la mamma, diventa insostituibile e si resta per sempre orfani. Si capisce quindi l'estrema difficoltà dei focolarini di provare ad emanciparsi dalla "mamma", diventare adulti e iniziare ad assumersi qualche responsabilità. Sono ancora attaccati al cordone ombelicale, come "popi" e "pope", bambini appunto. E un bambino presuppone sempre un genitore, un adulto. Anche in questo troviamo conferma nelle brillanti analisi di Luigino Bruni:

"...la radice dell’infantilismo è una errata teoria del carisma, secondo la quale il carisma sarebbe un “crisma” consegnato unicamente alla sola fondatrice e da questa viene in parte trasmesso ai suoi seguaci; dimenticando quindi che ogni persona che partecipa di un carisma riceve questo direttamente dallo Spirito e non dal fondatore-mediatore (sebbene il fondatore abbia un suo ruolo essenziale). Perché se i membri percepiscono il fondatore come fonte esclusiva del carisma tendono a sviluppare con lui/lei un rapporto di dipendenza e non di autonomia....
...l'origine dell’infantilismo sta nella mancanza di una vera pratica di reciprocità tra uguali, nella mancanza di riconoscimento reciproco in pari dignità, nella paura che rendere persone autonome significhi perderle, e in un rapporto immaturo con Chiara (e con i responsabili), trattata anche se in buona fede, non solo come “madre” (che già di per sé sarebbe sufficiente per l’infantilismo) ma anche come persona dotata di caratteristiche al confine tra l’umano e il divino..."**

Saprà il Movimento dei Focolari diventare adulto, aprire gli occhi, riconoscere i propri limiti e ricalibrarsi sulla realtà rinunciando alle consolazioni delle favole?

...e vissero tutti felici e contenti


Prossimo post

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I vestiti nuovi dell'imperatore (o Gli abiti nuovi dell'imperatore) è una fiaba danese scritta da Hans Christian Andersen e pubblicata per la prima volta nel 1837 nel volume Eventyr, Fortalte for Børn ("Fiabe, raccontate per i bambini"). Il titolo originale è Keiserens Nye Klæder. La fonte da cui ha tratto ispirazione Andersen è una storia spagnola riportata da Don Juan Manuel (1282-1348), la XXXII dell'opera El Conde Lucanor. (fonte Wikipedia)


**Luigino Bruni - 101 domande su Chiara Lubich

Commenti

  1. signor G.P. cosa fanno di concreto??si informi un po' meglio; focolari e : dialogo interreligioso , ecumenismo , economia di comunione, movimenti politico per l'unità , percorsi per adolescenti, famiglie in difficoltà , impegno nelle parrocchie collaborazioni con altri movimenti(insieme per l'Europa), collaborazione con associazioni laiche (pace disarmo , ecologia integrale) che bluff?? Per non dire perché impossibile qui gli impegni personali di migliaia persone in tutto il mondo, nei più disparati ambiti. Le consiglio l'ultimo libro di LBruni '101 domande su Chiara Lubich'
    I problemi ci sono, ma non mi parli di bluff.
    Cordialmente
    '

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    1. Guardi l'importante è che ci creda lei e che stia sereno. A me questo elenco "dialogo interreligioso , ecumenismo , economia di comunione, movimenti politico per l'unità , percorsi per adolescenti, famiglie in difficoltà , impegno nelle parrocchie collaborazioni con altri movimenti(insieme per l'Europa), collaborazione con associazioni laiche (pace disarmo , ecologia integrale..." mi sembra solo un insieme di titoli per varie narrazioni... Poi su "pace disarmo" mi ha strappato un sorriso e tralasciamo "ecologia integrale".... Sono tutti titoli, tante parole. E mi ricordo che anche nella mia zona c'erano incontri che recavano questi titoli. Ma alla fine, a conti fatti, solo parole, incontri, parole, incontri... insomma tanta fuffa. Le faccio solo un esempio: "Friday for future" di Greta Thinberg... ecco una ragazzina cocciuta é riuscita a far cambiare l'agenda politica planetaria. Dai, mi fermo qui perché mi sembra di sparare sulla croce rossa...
      Cordialmente

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    2. Cosa fanno???? cosa dovrebbero fare, cosa io NON ho visto fare in 50 anni, cosa comunque ripetono fino alla nausea certi/e foc per illudersi che stanno facendo del bene è purtroppo sempre e solo facciata dietro c'è sempre e il solito....si però non sono foc..devono comprendere il nostro ideale...proselitismo, manipolazione, soldi, potere . La sa una cosa buffa..ha scritto parola per parola quello che mi ripete in continuazione una foc..per caso vi passate i bigliettini sotto banco durante il compito in classe, guardate che se scrivete tutti lo stesso tema la prof se ne accorge

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  2. A rete italiana Pace disarmo il movimento aderisce. Io studio ecologia integrale da due anni sono della terra di Langer , so bene di cosa parlo, non so perché ma può sorridere , questi ed altri che ho nominato sono i temi di adesso anche nel movimento.Pensi solo ad Economy of Francesco (una piattaforma che sta prendendo veramente il largo) ed ha come seme l'Economia di comunione .
    Ai suoi tempi si facevano le Mariapoli in collaborazione con Lega ambiente? Ai miei no!
    Concordo sull'esempio di Greta Thumberg.
    Nel movimento è sempre tutto molto macchinoso..per dirla bene.
    Quindi capisco cosa intende, ma si aggiorni. Queste non sono né solo parole né fuffa .
    Saluti !


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  3. Egr. sig. 8/12 non so se le tart. si siano informate, io lo sto facendo da 45 anni e posso solo dire che tutto ciò che lei afferma sono solo il frutto del NON voler vedere i fatti reali. Porto la mia testimonianza dicendo che si!!! se ne parla moltissimo ma in realtà è sempre rivolto TUTTO al mov, si tende sempre a voler incamerare qualunque cosa per il proprio tornaconto e questo rende il tutto ipocrita falso meschino e bugiardo.....macchinoso? è un complimento. Tempo fa ho chiamato il mov un buco nero che tenta di fagocitare tutto ciò che incontra e come i buchi neri dopo aver fagocitato.....sputa grandi parolone....sai..anche io da giovane ascoltavo molto, finché un giorno uno mi ha detto...perché non usi anche gli occhi??? Quanto era diversa la realtà - il NON foc-

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  4. Concordo pienamente con tutto quello che dice, anche se io non faccio parte del mov ho visto, sentito quello che avete scritto. Faccio solo una piccola... nel Truman show ad un certo punto il protagonista apre la porta saluta tutti e se ne va...si è reso conto di quanto la sua vita in realtà fosse falsa, posso assicurarvi (come se ce ne fosse bisogno) che tante foc/ne pur avendo scoperto la porta d'uscita ritengono che in realtà quel modo di vivere sia l' unico degno di essere vissuto...Truman mantenuto a uno stato infantile per tutta la vita...loro ci rimangono per scelta

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  5. È importante notare che nella fiaba il bluff si sarebbe potuto smascherare molto facilmente se almeno uno dei servitori, inviato per una prima verifica dei vestiti, avesse avuto la libertà e il coraggio di dire semplicemente quello che non vedeva, senza temere le ripercussioni. Ma proprio questo tipo di persone libere e coraggiose sono merce rara attorno ai fondatori e ai responsabili di questi movimenti, essendo i primi a togliere il disturbo per non dover scendere a patti con la propria coscienza e libertà.

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